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	<title>Raccolta e commercializzazione  grano duro, orzo, avena, girasole, fave, ceci, olivo, uva da vino in Puglia - Agrifratta &#187; tecnici</title>
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	<description>Raccolta e commercializzazione di prodotti agricoli in Puglia - Consulenza tecnica e distribuzione di sementi, fertilizzanti e agrofarmaci.</description>
	<lastbuilddate>Mon, 23 May 2022 17:01:19 +0000</lastbuilddate>
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		<title>Sold-out al convegno sulle filiere alimentari di Agrifratta</title>
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		<pubdate>Mon, 24 Sep 2018 11:57:49 +0000</pubdate>
		<dc:creator><![CDATA[tecnici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Sala gremita per l’evento di Agrifratta organizzato in collaborazione con la Compo Expert Italia presso la suggestiva location delle Terme di Castelnuovo della Daunia. Il tema affrontato “La concimazione efficiente per le filiere alimentari” ha suscitato grande interesse da parte degli operatori del settore, accorsi per l’occasione da tutta la Capitanata. Dopo presentazione e saluti]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Sala gremita per l’evento di <strong>Agrifratta</strong> organizzato in collaborazione con la <strong>Compo Expert Italia</strong> presso la suggestiva location delle <strong>Terme di Castelnuovo della Daunia</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tema affrontato <strong>“La concimazione efficiente per le filiere alimentari”</strong> ha suscitato grande interesse da parte degli operatori del settore, accorsi per l’occasione da tutta la Capitanata.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo presentazione e saluti di <strong>Antonio Tarricone</strong> (Responsabile Area Sud Compo Expert Italia), <strong>Luigi Fratta</strong> (General Manager Agrifratta) ha illustrato <strong>”i cambiamenti dello scenario agricolo mondiale”</strong>; a seguire <strong>Federico Bosi</strong> (Product &amp; Crop Manager Compo Expert Italia) si è soffermato <strong>“sull’efficienza delle concimazioni agricole”</strong>. La parola è passata quindi a <strong>Giovanni Fratta</strong> (Sales Manager Agrifratta) che ha parlato delle <strong>”filiere food e dell’innovazione di prodotto”</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Dopo un interessante confronto tra partecipanti e relatori, la serata si è conclusa con una cena a buffet di prodotti tipici locali. </em></p>
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		<title>Cantine, fiducia ed export in crescita</title>
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		<pubdate>Tue, 19 May 2015 09:04:41 +0000</pubdate>
		<dc:creator><![CDATA[tecnici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Osservatorio Wine2Wine traccia un profilo del mercato del vino: le esportazioni sono il traino del comparto, ma le imprese italiane vedono un aumento dei consumi interni Cresce sempre di più l&#8217;Osservatorio wine2wine. La terza edizione, condotta a inizio 2015, ha visto la partecipazione di oltre400 cantine, con analisi relative a dati raccolti riguardanti alcune variabili precise,]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h5 class="subheader" style="text-align: justify;">L&#8217;Osservatorio Wine2Wine traccia un profilo del mercato del vino: le esportazioni sono il traino del comparto, ma le imprese italiane vedono un aumento dei consumi interni</h5>
<p style="text-align: justify;">
<div class="text" style="text-align: justify;">Cresce sempre di più<strong><span class="Apple-converted-space"> </span>l&#8217;<a href="http://agronotizie.imagelinenetwork.com/ILN3/gaOutbounds.cfm?redirect=http%3A//www.wine2wine.net&amp;k=JDAk" target="_blank">Osservatorio wine2wine</a></strong>.</p>
<p>La terza edizione, condotta a inizio 2015, ha visto la partecipazione di oltre<strong>400 cantine</strong>, con analisi relative a dati raccolti riguardanti alcune variabili precise, dal numero di bottiglie prodotte all&#8217;area geografica di provenienza, dal fatturato generato alla percentuale di export sul totale delle vendite.</p>
<p>L&#8217;ultima rilevazione ha messo in luce come solo il 5,5% delle cantine non esporti i propri vini, a testimonianza della<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>crescente importanza dell&#8217;export</strong>in questo settore. Le più attive all&#8217;estero sono quelle del<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>Centro Italia</strong>, in particolare le<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>cantine toscane</strong>, un brand ormai conosciuto in tutto il mondo. A livello di mercato, almeno due cantine su tre sono soddisfatte dell&#8217;andamento attuale del mercato.</p>
<p>Forte è la correlazione tra il volume di fatturato generato all&#8217;estero relativamente a questo giudizio. La soddisfazione è stata espressa dal 77,4% delle cantine con oltre il 75% di export, percentuale che scende al 53,7% per quelle con ricavi provenienti da oltre confine inferiori al 15% del totale ed addirittura al 33% per quelle che non esportano per niente.</p>
<p>Un secondo aspetto che testimonia come l&#8217;export sia trainante per il fatturato delle aziende vitivinicole. Sulle aspettative per la<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>stagione in corso</strong>,<strong>si registra fiducia</strong><span class="Apple-converted-space"> </span>sull&#8217;andamento del<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>fatturato</strong>,<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>previsto in crescita<span class="Apple-converted-space"> </span></strong>per la maggior parte delle imprese, mentre solo il 3% prevede una contrazione del volume d&#8217;affari. Il 79,8% del campione delle cantine ha in previsione un ulteriore crescita dell&#8217;export, con una tendenza alla ripresa anche del mercato interno, in questi ultimi anni un po&#8217; fiacco sul fronte dei consumi.</div>
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<p style="text-align: justify;">©<span class="Apple-converted-space"> </span>AgroNotizie<span class="Apple-converted-space"> </span>- riproduzione riservata</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte:<span class="Apple-converted-space"> </span><a href="http://agronotizie.imagelinenetwork.com/ILN3/gaOutbounds.cfm?redirect=http%3A//www.agronotizie.it&amp;k=JDAk" target="_blank">Agronotizie</a></p>
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		<title>Acqua, la gestione sostenibile della pratica irrigua</title>
		<link>http://www.agrifratta.it/acqua-la-gestione-sostenibile-della-pratica-irrigua/</link>
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		<pubdate>Tue, 19 May 2015 09:00:47 +0000</pubdate>
		<dc:creator><![CDATA[tecnici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Presentato al Mipaaf il volume Edagricole “L’acqua in agricoltura” L’acqua è una risorsa che riveste un ruolo fondamentale per il settore agricolo e per il nostro futuro. Ma non è illimitata. La sfida che l’agricoltura è chiamata a vincere è: impiegarne di meno, ottenendo rese più alte. Entro il 2030, ogni sistema colturale dovrà produrre]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Presentato al Mipaaf il volume Edagricole “L’acqua in agricoltura”</strong></p>
<p style="text-align: justify;">L’acqua è una risorsa che riveste un ruolo fondamentale per il settore agricolo e per il nostro futuro. Ma non è illimitata. La sfida che l’agricoltura è chiamata a vincere è: impiegarne di meno, ottenendo rese più alte. Entro il 2030, ogni sistema colturale dovrà produrre il 50% in più di alimenti e biomasse, usando meno acqua. Su questo obiettivo la ricerca sta lavorando già da tempo.</p>
<p style="text-align: justify;">«La generazione di nuove conoscenze in materia di risorse idriche rappresenta una complessa sfida. Per la concomitante evoluzione dell’urbanizzazione, dell’industrializzazione e delclima – spiega<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>Michele Pisante</strong>, sub-commissario straordinario Cra – risulta quindi indispensabile il contributo della ricerca per aumentare l’efficienza d’uso, migliorare la gestione della pratica irrigua e preservare gli agro-ecosistemi».</p>
<p style="text-align: justify;">Il Cra (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) ci consegna un importante contributo sul tema specifico con il volume: “L’acqua in agricoltura” (collana Edagricole “Università e Formazione”), a cura di<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>Marcello Mastrorilli</strong>, direttore del Cra sistemi colturali, presentato recentemente a Roma al Ministero delle politiche agricole.</p>
<p style="text-align: justify;">«La ricerca pubblica in agricoltura – afferma<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>Salvatore Parlato</strong>, commissario straordinario Cra – deve poter garantire a un comparto così strategico per il nostro Sistema Paese strumenti, soluzioni, conoscenze e strategie per vincere le grandi sfide globali che ci aspettano, prima tra tutte quella ambientale. E questo libro è un valido esempio in tal senso».</p>
<p style="text-align: justify;">Per<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>Massimo Gargano</strong>, direttore generale Anbi (l’associazione cui fanno riferimento i circa 120 consorzi irrigui e di bonifica operanti in Italia), intervenuto alla presentazione, si tratta di «un volume importante, che ricolloca l’irrigazione come fattore determinante per lo sviluppo economico, oltre che ambientale del territorio».</p>
<p style="text-align: justify;">fonte: http://www.novagricoltura.com/</p>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Dieta, italiani sempre più green: già un milione e mezzo di vegani</title>
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		<pubdate>Tue, 19 May 2015 08:54:44 +0000</pubdate>
		<dc:creator><![CDATA[tecnici]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[La dieta? Meglio green. “Buono da pensare”, l’indagine commissionata a Gfk Eurisko dalla cooperativa lattiero-casearia TreValli, fotografa il cambio di rotta nei consumi (e nella spesa) degli italiani. Calano gli amanti della carne, crescono i simpatizzanti dell’alimentazione vegetariana (il 6% del totale) o addirittura vegana: il 3%, minoranza in crescita giunta a quota 1,5 milioni]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La dieta? Meglio green. “Buono da pensare”, l’indagine commissionata a Gfk Eurisko dalla cooperativa lattiero-casearia TreValli, fotografa il cambio di rotta nei consumi (e nella spesa) degli italiani. Calano gli amanti della carne, crescono i simpatizzanti dell’alimentazione vegetariana (il 6% del totale) o addirittura vegana: il 3%, minoranza in crescita giunta a quota 1,5 milioni di italiani. Una virata verde che alza il livello di guardia su proprietà nutritive, esclude il junk food e riserva ai pasti margini più umani del “mangia e via” che dominava (e in parte domina) la tabella di marcia della vita d’ufficio. La stessa TreValli, gigante da 1000 conferitori e 232 milioni di fatturato, ha sposato la causa con una nuova linea di prodotti di soia Ogm free che integra l’offerta tradizionale di latte bovino (200 milioni di litri l’anno), latte ovino e panna.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Carni e salumi, addio?</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nel dettaglio, la ricerca evidenzia come ben due milioni di italiani abbiano “preso le distanze” dal consumo regolare di carni rosse: il 18,1% la consuma meno di una volta a settimana, quanto basta a restringere il suo peso sulla spesa finale da 1/3 di 20 anni fa a 1/5 che si registra oggi. Va ancora meno bene a salumi e bevande gassose, schiacciati dall’exploit di frutta (12,7%) e verdura (18,4%). Cifre che spiegano bene il successo della dieta mediterranea, cresciuta dal 41% a 62% dal 1995 ad oggi. E tracciano la via di abitudini più sane, anche per fattori paralleli come lo stress: addio a snack volanti (cala dal 40% al 21% chi dichiara di “mangiare in fretta”, negli strapuntini del lavoro) e diete sballate (calano dal 24% al 13% i consumatori che ammettono di “trascurare molto” la propria alimentazione). In compenso, la gerarchia dei pasti si ribalta a favore di inizio giornata e vari extra tra un impegno e altro: cresce la colazione (87,% contro il 70% di due decenni fa) e si ritagliano un primo spazio i fuoripasto (36%), mentre scivolano per importanza il pranzo completo (dal 68% al 48%) e la cena (dal 41% al 25%).</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Soia in crescita: 4 su 10 l’hanno consumata meno di 6 mesi fa</strong></p>
<p style="text-align: justify;">In netta crescita anche la soia, conosciuta da quattro italiani su cinque e consumata da almeno il 40% degli intervistati negli ultimi sei mesi. Un bacino in crescita ma selezionato, a giudicare dalla concentrazione su aree metropolitane (13%), professionisti in posizione dirigenziale (25%) e laureati (17%). Chiudono il cerchio il leggero predominio delle donne (58%) e di adulti tra i 45 e i 54 anni (28%). Il carrello delle spesa? Fra i prodotti preferiti spiccano i più noti panna vegetale (15%) e latte (14%), seguiti a breve distanza dai piatti pronti (12%). Non è un caso se la stessa TreValli si è appena affiancata al trend con “Hoplà idee per la soia”, nuova linea Ogm free presentata ieri al Fuori Expo della Regione Marche. L’operazione «promette bene», nelle parole del direttore Pianificazione strategica e business innovation dell’azienda Federico Camiciottoli, perché ammicca a un mercato in crescita (+25%) e intercetta trend in evoluzione come le intolleranze al lattosio, i consumi “light” e il pubblico di clienti che sceglie la dieta vegana. Non solo in Italia «ma anche all’estero – dice Camicciottoli – come riscontrato nel corso delle presentazioni che stiamo effettuando presso i buyer internazionali».</p>
<p style="text-align: justify;">fonte: http://food24.ilsole24ore.com/</p>
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<p style="text-align: justify;">
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		<title>Psr 2007-2013, 1,6 miliardi ancora inutilizzati</title>
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		<pubdate>Tue, 19 May 2015 08:44:26 +0000</pubdate>
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				<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[I fondi non spesi entro il 31 dicembre 2015 torneranno nelle casse dell&#8217;Unione Europea C&#8217;è tempo fino al 31 dicembre 2015 per finire di spendere le risorse del piano di sviluppo rurale 2007-2013. A otto anni ormai dall&#8217;approvazione di quel programma, rimangono ancora 1,6 miliardi di euro da poter spendere. Inutilizzati per una serie di ragioni, complici anche le]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div class="text" style="text-align: justify;">
<h5 class="subheader">I fondi non spesi entro il 31 dicembre 2015 torneranno nelle casse dell&#8217;Unione Europea</h5>
</div>
<div class="text" style="text-align: justify;">C&#8217;è tempo fino al<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>31 dicembre 2015</strong><span class="Apple-converted-space"> </span>per finire di spendere le risorse del<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>piano di sviluppo rurale 2007-2013</strong>. A otto anni ormai dall&#8217;approvazione di quel programma, rimangono ancora<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>1,6 miliardi di euro da poter spendere</strong>. Inutilizzati per una serie di ragioni, complici anche le lungaggini burocratiche nel nostro Paese.</p>
<p>Così il ritardo nell&#8217;approvazione dei<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>Psr 2014-2020</strong><span class="Apple-converted-space"> </span>diventa utili per porre maggiormente l&#8217;attenzione sull&#8217;attuazione degli ultimi interventi precedentemente approvati dalla vecchia programmazione. Nel primo trimestre 2015 le regioni hanno speso poco meno di 60 milioni di euro, con buone azioni da parte di Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna, che hanno speso rispettivamente 9,6, 7,5 e 7,2 milioni di euro.</p>
<p>Per molte regioni lo spettro del<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>disimpegno automatico</strong>, ovvero il ritorno dei fondi inutilizzati alle casse comunitarie, potrebbe divenire realtà a fine anno. La<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>peggiore performance</strong><span class="Apple-converted-space"> </span>si registra in<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>Campania</strong>, dove non sono stati ancora spesi 243 milioni di euro, seguita dalla Sicilia con 230 milioni di euro, e dalla Puglia, dove i finanziamenti ancora inutilizzati corrispondono a circa 178 milioni di euro. Male anche Basilicata in Sardegna.</p>
<p>Si vede molto bene il<span class="Apple-converted-space"> </span><strong>contrasto fra Nord e Sud</strong>. Le Province autonome di Trento e Bolzano e le Regioni Friuli, Liguria e Valle d&#8217;Aosta sono le più virtuose. Unica eccezione il Molise, autore di ottime performance nella capacità di spesa.</div>
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<p style="text-align: justify;">©<span class="Apple-converted-space"> </span>AgroNotizie<span class="Apple-converted-space"> </span>- riproduzione riservata</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte:<span class="Apple-converted-space"> </span><a href="http://agronotizie.imagelinenetwork.com/ILN3/gaOutbounds.cfm?redirect=http%3A//www.agronotizie.it&amp;k=JDAk" target="_blank">Agronotizie</a></p>
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