Grano duro
La coltivazione di grano duro ha da sempre rappresentato un comparto di grande importanza per l’agricoltura dell’area mediterranea, in particolare per le regioni del Sud Italia. Tale coltivazione è cresciuta a partire dal IV secolo a.C., fino a soppiantare il farro in tutta l’area mediterranea. Le zone più vocate per la coltivazione del grano duro si trovano nel Tavoliere delle Puglie, quello che già gli antichi Romani chiamavano “il granaio d’Italia ”. L’imperatore Federico II di Svevia, a proposito del Tavoliere, ebbe a dire “ se il Signore avesse conosciuto questa piana di Puglia, luce dei miei occhi, si sarebbe fermato a vivere qui”.
E’ proprio in questo territorio, dove sono protagonisti pascoli verdissimi e antichi tratturi dove si praticava la transumanza, che opera Agrifratta Agricoltura.
Il grano duro commercializzato da Agrifratta è di qualità superiore e controllata in quanto la sua produzione si basa su un rigoroso sistema di tracciabilità dell’intera filiera produttiva al fine di tutelare i consumatori, muovendosi sulla scia dell’IPM (Integrated Pest Management).
Tale approccio alla gestione della coltura, dalla semina alla raccolta, garantisce un miglioramento della qualità totale del prodotto, tutelando la redditività dell’agricoltore e nel contempo minimizzando i rischi per la salute umana e l’ambiente.
Agrifratta, inoltre, per far fronte alle nuove esigenze di sostenibilità previste dalla PAC, negli ultimi anni si è dotata di sistemi di supporto alle decisioni (DSS) in modo da: informare in tempo reale il produttore sulla possibile presenza delle principali malattie delle piante, supportare le decisioni circa la fertilizzazione e il diserbo, informare circa la fenologia della varietà.

