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La Puglia scommette sul Rosato e sogna un fenomeno Prosecco

by Agrifratta on 26 agosto 2015 No comments

La Regione Puglia pigia sul pedale dei vini rosati. Quest’anno la regione che, con 2,2 milioni di ettolitri, produce circa la metà dei rosati nazionali, ha lanciato il 4° concorso enologico nazionale dei vini rosati d’Italia stabilendo il termine del 4 settembre per le cantine aderenti mentre le selezioni si svolgeranno il 19 e 20 settembre a Bari. L’evento è stato presentato al Padiglione del vino in Expo.

«Il concorso – spiega l’assessore alle Risorse agroalimentari della Regione Puglia, Leonardo Di Gioia – rafforza l’idea di una Puglia ambasciatrice dei rosati in Italia e all’estero. Il concorso, promosso dalla nostra Regione, ci consente di dare maggiore valore alla nostra viticoltura di qualità e, al contempo, visibilità a un prodotto di eccellenza, favorendone conoscenza e diffusione».

Ancora una produzione di nicchia

I vini rosati sono ancora una nicchia in Italia e ci sono notevoli difficoltà nel rilevarne produzione e consumo: secondo Assoenologi rappresentano 2,2 milioni di ettolitri su 48 milioni di produzione complessiva italiana dell’anno scorso, pari al 5% (un dato comunque sorprendente) . «Nell’ultimo quinquennio – osserva Giuseppe Martelli, direttore generale di Assoenologi e regista del concorso – la crescita della produzione è stata del 25% anno su anno. I francesi organizzano un concorso di rosati che però non ha un mercato internazionale ma i rosati italiani raccontano tutta un’altra storia». Le statistiche internazionali rimangono incerte e Assoenologi ha estrapolato, con cautela, da fonti internazionali, che i maggiori consumatori (oltre che produttori) sono i francesi con il 36%, seguono gli americani con il 13%, i tedeschi con il 7% e gli italiani con il 6%. Qualcuno azzarda che il valore medio per bottiglia sia intorno ai 5 euro: il che ci può anche stare se si pensa alla qualità espressa da alcuni produttori pugliesi, ma non certo per tutta o gran parte della produzione.

L’eleganza dei bianchi, il corpo dei rossi

Paolo Massobrio, testimonial del concorso, descrive bene le qualità del rosato: «Un vino che ha l’eleganza dei vini bianchi e un certo corpo di quelli rossi. Senza risultare facile. Si adatta benissimo con la cucina pugliese e anche con i piatti di pesce».

Ma i rosati riusciranno davvero a farsi largo sulle tavole degli italiani e nelle carte dei ristoranti o rimarranno un vino consumato in Puglia? La Regione Puglia e i produttori ci credono (e i risultati ottenuti vanno loro riconosciuti) ma la strada è lunghissima. Qualcuno sottolinea i punti di contatto con il miracolo del Prosecco, ma si tratta di un caso molto particolare. Forse irripetibile per diversi anni. I produttori pugliesi dovrebbero mostrare la stessa capacità di fare rete, come hanno fatto i veneti del Prosecco.

Il concorso nazionale

Tornando al 4° concorso nazionale dei vini rosati d’Italia (la premiazione in Puglia entro la fine dell’anno), ogni commissione è composta per sorteggio da 4 enologi nominati da Assoenologi e da un giornalista o esperto del settore vitivinicolo italiano o straniero nominato dall’organizzatore. I campioni saranno valutati in base al metodo Unione internationale des oenologues.

Anche a questa edizione del concorso sono ammessi vini rosati italiani tranquilli, frizzanti e spumanti divisi in sei categorie: vini tranquilli e frizzanti, sia a denominazione di origine che a indicazione geografica; vini spumanti a denominazione di origine e vini spumanti a indicazione geografica protetta (Igp) e di qualità (Vsp).

Il concorso rientra nel progetto “Apulia Felix in masseria – Il Tratturo dell’olio e del Rosato”, una delle due proposte con cui la Regione Puglia partecipa all’iniziativa “Expo e Territori”, l’intervento dedicato alla scoperta delle eccellenze agroalimentari italiane, coordinato dalla presidenza del consiglio dei ministri, dipartimento per le politiche di coesione.

Fonte: food24.ilsole24ore

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