News

La filiera legumi di Agrifratta

by Agrifratta on 11 dicembre 2020 No comments

I cambiamenti climatici degli ultimi anni ci stanno invitando a riflettere sul concetto di sostenibilità ambientale.
Essere sostenibili in agricoltura vuol dire: rinnovare le risorse naturali, ridurre l’inquinamento ambientale, effettuare mirate rotazioni colturali.

Per Noi di Agrifratta la sostenibilità si traduce nel proporre ai nostri agricoltori colture alternative, efficienti dal punto di vista ambientale, in grado di aumentare la fertilità del terreno senza dover rinunciare alla redditività.

Le leguminose da granella, sono da sempre, colture sostenibili per eccellenza.
Esse sono in grado di fissare l’azoto atmosferico, di aumentare il tenore di sostanza organica nel terreno, di interrompere la monosuccessione cerealicola.
Inoltre in ottemperanza alla nuova PAC permettono di effettuare il greening e la diversificazione colturale.

Anche quest’anno, puntiamo a valorizzare l’economia agricola locale proponendo contratti di filiera riconosciuti, sostenibili e remunerativi per i seguenti legumi: cece, lenticchia e pisello verde in agricoltura convenzionale e biologica.

read more
AgrifrattaLa filiera legumi di Agrifratta

Sold-out al convegno sulle filiere alimentari di Agrifratta

by tecnici on 24 settembre 2018 No comments

Sala gremita per l’evento di Agrifratta organizzato in collaborazione con la Compo Expert Italia presso la suggestiva location delle Terme di Castelnuovo della Daunia.

Il tema affrontato “La concimazione efficiente per le filiere alimentari” ha suscitato grande interesse da parte degli operatori del settore, accorsi per l’occasione da tutta la Capitanata.

Dopo presentazione e saluti di Antonio Tarricone (Responsabile Area Sud Compo Expert Italia), Luigi Fratta (General Manager Agrifratta) ha illustrato ”i cambiamenti dello scenario agricolo mondiale”; a seguire Federico Bosi (Product & Crop Manager Compo Expert Italia) si è soffermato “sull’efficienza delle concimazioni agricole”. La parola è passata quindi a Giovanni Fratta (Sales Manager Agrifratta) che ha parlato delle ”filiere food e dell’innovazione di prodotto”.

Dopo un interessante confronto tra partecipanti e relatori, la serata si è conclusa con una cena a buffet di prodotti tipici locali. 

read more
tecniciSold-out al convegno sulle filiere alimentari di Agrifratta

TEMPO DI VENDEMMIA PER AGRIFRATTA

by Agrifratta on 29 agosto 2017 No comments

Prende il via la raccolta di uve di qualità 2017

Anche quest’anno Agrifratta mette a disposizione dei suoi clienti, uve di qualità eccelsa, derivanti dai migliori vitigni di Puglia, ricchi di storia e tradizione: Chardonnay, Trebbiano, Merlot, Cabernet, Lambrusco, Sangiovese e Montepulciano…..

Il raccolto si prevede all’insegna dell’alta qualità seppur con rese leggermente inferiori rispetto allo scorso anno.

La mission di Agrifratta, come di consueto è quella di di selezionare i migliori grappoli che daranno vita ai migliori vini italiani.

BUONA VENDEMMIA A TUTTI !!!

read more
AgrifrattaTEMPO DI VENDEMMIA PER AGRIFRATTA

Psr Puglia, un milione e mezzo per il turismo rurale

by Agrifratta on 25 maggio 2017 No comments

Con l’Operazione 16.3.2 saranno finanziate le costituzioni delle reti di imprese per valorizzare il territorio, e alcune loro attività di promozione

La regione Puglia pubblica il bando della Sottomisura 16.3 del Programma di sviluppo rurale 2014-2020, “Cooperazione tra piccoli operatori per organizzare processi di lavoro in comune e condividere impianti e risorse, nonché per lo sviluppo/la commercializzazione del turismo” – Operazione 16.3.2  “Creazione nuove forme di cooperazione per sviluppo e/o commercializzazione servizi turistici” e mette sul piatto 1,5 milioni di euro per realizzare pacchetti turistici integrati, che sviluppino il territorio e diano impulso all’economia locale, attivando processi virtuosi di riqualificazione delle aree agricole.

“Lo scopo è quello di coniugare l’esigenza della conservazione del patrimonio rurale con quella di un auspicato sviluppo socio-economico – commenta l’assessore alle Risorse agroalimentari della regione Puglia, Leonardo Di Gioia –  Si tratta di investimenti che danno, altresì, impulso a forme di aggregazione utili al tessuto imprenditoriale, attraverso uno scambio di competenze, la messa in comune delle attività e risorse, anche quelle umane, avendo come risultato ultimo il miglioramento reciproco e il rafforzamento della competitività soprattutto fuori confine regionale”.

“Si tratta – prosegue Di Gioia – di investimenti per aggregazioni tra micro-imprese in reti di imprese, cooperative e consorzi pugliesi, per la progettazione, realizzazione e promozione di pacchetti turistici enogastronomici, o dedicati allo slow travel, con offerte pensate per vivere e scoprire il paesaggio rurale a stretto contatto con la natura, valorizzando altresì cultura, storia e tradizioni popolari. Lo scopo è quello di attuare una promozione turistica a tutto tondo delle specifiche aree rurali, nel rispetto pieno della natura e del paesaggio”.

Il bando, tra le altre cose, finanzia le spese di costituzione di reti d’impresa, una serie di attività utili alla promozione, informazione, diffusione, attraverso canali pubblicitari e di stampa, la partecipazione a fiere ed eventi dedicati, nonché attività di incoming: press tour diretti a giornalisti di settore, educational tour diretti a stakeholder, open day promozionali.

FONTE: Agronotizie

read more
AgrifrattaPsr Puglia, un milione e mezzo per il turismo rurale

Agrifratta si aggiudica il primo torneo di calcetto “Casali Dauni”

by Agrifratta on 29 agosto 2016 No comments

Il primo torneo di calcetto ” Casali Dauni ” è di Agrifratta. Un crescendo di prestazioni con meritato successo finale per la ambiziosa società casalvecchiese. Il torneo, disputatosi in dieci giorni presso il campo di calcetto di Casalvecchio di Puglia, ha visto una grande affluenza di pubblico, appassionati e sostenitori giunti da molti paesi della provincia. Soddisfazione anche da parte del comitato organizzatore del torneo che ha potuto realizzare con successo un evento caratterizzato da grande agonismo ma in un clima di sportività per il divertimento di tutti. Questi i giocatori della società vincitrice: Saverio D’Amore, Donato Rosario Beccia, Pasquale Carusillo, Vincenzo De Cristofaro, Biagio Antonio Beccia, Ernesto Tosches, Matteo Fratta, Biagio Pio Beccia, Luigi Andreano, Luigi Fratta (Presidente), Giuseppe Margollicci (Direttore Sportivo).

read more
AgrifrattaAgrifratta si aggiudica il primo torneo di calcetto “Casali Dauni”

Grano duro, completato il sequenziamento del genoma

by Agrifratta on 17 agosto 2016 No comments

Un team internazionale ha svelato il contenuto del genoma del frumento duro, quattro volte più grande di quello umano. Enormi le potenzialità.

 

Quando si parla di Italia a tavola si parla di pasta e il grano duro è il fondamento di questo alimento. L’Italia però non ne produce abbastanza e così importiamo la metà del frumento dall’estero.
Il grano coltivato nel nostro Paese, soprattutto nel Sud Italia, non è neppure davvero italiano, ma ha una genetica estera.

“Un Paese che fa del frumento duro un vanto a livello di produzione agroalimentare deve necessariamente conoscerne la genetica. Questo vale per il grano, come per il pomodoro, l’ulivo o la vite. La conoscenza genetica delle piante fondamentali per il nostro Paese deve essere un asset strategico nazionale, spiega ad AgroNotizie Luigi Cattivelli, direttore del Centro per la genomica vegetale del Crea e coordinatore del progetto di sequenziamento del genoma del frumento duro.

Proprio il consorzio internazionale che ha come obiettivo quello di decriptare i geni contenuti in un chicco di grano ha da poco annunciato di aver completato la raccolta e l’assemblaggio dei dati di sequenza.
“Detto molto semplicemente abbiamo preso il Dna del frumento duro, lo abbiamo spezzettato, sequenziato e rimesso tutto assieme. Quello che dobbiamo fare adesso è andare alla ricerca dei geni nel genoma e scrivere di fianco ad ogni pezzo del Dna a cosa serve. Questo è il lavoro che faremo nei prossimi mesi e massimo in due anni completeremo il lavoro”.

Il sequenziamento non è affatto semplice. Chi pensa al frumento come ad una pianta banale si sbaglia di grosso. “Il grano duro ha un genoma molto grande con circa 12 miliardi di basi e con oltre l’80% di sequenze ripetute”, spiega Cattivelli.
“E’ un gigantesco oceano in cui sono sparsi 80mila geni che coprono in totale meno del 20% di tutto il Dna. Il resto è rumore di fondo che complica le analisi”.

Proprio per superare il problema delle sequenze ripetute, che rende difficile per i ricercatori andare a scovare i dati davvero importanti, il team si è avvalso della tecnologia di una ditta israeliana, NRGene, leader a livello mondiale nell’assemblaggio delle sequenze dei genomi.

Dunque entro massimo due anni sapremo quali informazioni contengono i geni del frumento duro, ma quali saranno le ricadute per l’agricoltura?“Potenzialmente infinite. Ad esempio attraverso il genome editing e la cisgenesi potremo andare ad editare il genoma del grano duro per ottenere piante che resistono meglio ai cambiamenti climatici o ai patogeni.

Per un paese che fa della pasta e del grano duro un asset strategico riuscire a migliorare le produzioni sarebbe un salto non da poco. Conoscendo i geni del frumento si potrebbero creare piante resistenti alla fusariosi della spiga, uno dei flagelli dei cerealicoltori, o migliorare la resistenza all’allettamento.
Si potrebbero creare piante più produttive e che si adattano bene agli areali del Nord Italia, che solo di recente hanno visto la diffusione di questa coltura.

“Migliorare una pianta significa rispondere alle esigenze della società, puntualizza Cattivelli. “Come quando negli anni ’70 i pastificatori si accorsero che la pasta di colore giallo vendeva di più e allora si selezionarono grani da cui si otteneva una semola di colore giallo”.

Il lavoro del consorzio internazionale è stato coordinato da Cattivelli con la partecipazione di Aldo Ceriotti, Luciano Milanesi, Alessandra Stella e Gabriella Sonnante del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), Marco Maccaferri, Silvio Salvi e Roberto Tuberosa dell’Università di Bologna, Nicola Pecchioni del Crea ed altri ricercatori da tutto il mondo, tra cui Curtis Pozniak dell’Università di Saskatchewan (Canada), Assaf Distelfeld dell’Università di Tel Aviv (Israele), Nils Stein e Martin Mascher dell’Ipk (Germania) e Hikmet Budak dell’Università del Montana (Usa).

Oltre alle istituzioni scientifiche, il lavoro ha coinvolto Genomix4Life, uno spin-off dell’Università di Salerno che ha prodotto le sequenze grezze.
Da parte italiana il progetto è stato finanziato dal Cnr attraverso il Progetto Bandiera Miur “InterOmics”, dal Crea e dall’Università di Bologna.

 

Fonte: AGRONOTIZIE

read more
AgrifrattaGrano duro, completato il sequenziamento del genoma

Il consumo di vino rosso (e non solo) influenza la diversità del microbioma intestinale

by Agrifratta on 29 giugno 2016 No comments

Siamo quello che mangiamo” ovvero il nostro benessere è legato all’alimentazione (ma anche a molti altri aspetti dello stile di vita) e questo vale non solo per noi ma anche per tutti i microrganismi, soprattutto batteri, che popolano il nostro apparato digerente.
Lo studio del microbiota intestinale e la sua caratterizzazione attraverso le tecniche della metagenomica rappresentano una delle frontiere più avanzate della biologia e della medicina e hanno lo scopo di descrivere specie e relazioni esistenti tra noi e tutti i microrganismi che, in funzione di fattori diversi, svolgono il loro metabolismo nel tratto intestinale.
Un’indagine realizzata da un gruppo di ricercatori olandesi e pubblicata suScience, su un campione molto elevato e differenziato di popolazione composto da 1100 soggetti, mette per la prima volta in relazione i risultati sulla diversità biologica del microbioma intestinale, ottenuti analizzandone il DNA, con le informazioni sullo stile di vita, come la dieta, l’assunzione di farmaci e lo stato di salute.
Tra i sessanta componenti della dieta in grado di influenzare positivamente la diversità microbica i ricercatori hanno individuato il vino rosso (il cui consumo favorirebbe la presenza di un batterio, il Faecalibacterium prausnitzii, con attività antinfiammatorie) e il caffè, ma anche ad esempio la frutta, lo yoghurt o il burro, mentre tra quelli che la deprimerebbero si trovano il latte intero e i prodotti dietetici ipocalorici. E come afferma Alexandra Zernakova, prima Autrice dell’articolo, una maggiore diversità è legata a un migliore stato di salute.

 

FONTE: vitevinoqualità

read more
AgrifrattaIl consumo di vino rosso (e non solo) influenza la diversità del microbioma intestinale

Agrofarmaci per uso non professionale, tutto come prima

by Agrifratta on 16 dicembre 2015 No comments

Alla fine è arrivata la tanto attesa comunicazione del Ministero della Salute sui fitosanitari destinati agli utilizzatori non professionali:in sostanza la comunicazione del Ministro mantiene in vigore le stesse procedure esistenti prima del 26 novembre 2015.Pertanto si venderanno ai detentori di patentino i prodotti classificati T, T+, Xn (come riporta la scheda di sicurezza). Tutti gli altri rimarranno di libera vendita.
Per i prodotti classificati CLP per i quali non esiste la vecchia classificazione DPD si dovrà fare riferimento alla tabella di conversione qui allegata: i prodotti con i pittogrammi della colonna 1 e le indicazioni della colonna 3 vanno venduti con il patentino.
Dal 26 novembre tutti i fitosanitari devono essere riportati sul registro di carico/scarico e conservati nell’apposito magazzino dei prodotti pericolosi; sono esclusi i soli PPO.

 

Fonte : COMPAG

read more
AgrifrattaAgrofarmaci per uso non professionale, tutto come prima

Agricoltura, il futuro è dei giovani

by Agrifratta on 13 dicembre 2015 No comments
Indagine Swg/Pink Lady: gli occupati under 35 nel settore sono aumentati del 9%. Attirano l’opportunità di trovare lavoro, il contatto con la natura e la possibilità di innovare senza tradire il valore della sostenibilità

Per i giovani che intendono fare dell’agricoltura un mestiere la parola d’ordine è innovare. Secondo una indagine condotta da Swg per Pink Lady molti ragazzi vedono il proprio futuro nei campi, ma con il tablet in mano. I numeri parlano chiaro: gli occupati under 35 in agricoltura sono aumentati del 9%, andando a svecchiare un settore che fatica ad avere un ricambio generazionale.

Ma qual è il profilo del giovane agricoltore? Secondo Swg, che ha intervistato duemila persone, si tratta in prevalenza di uomini, o ragazzi visto che hanno per la maggior parte 25-30 anni. Provengono dalle grandi città del Centro-Sud e dalle Isole. Sono in coppia, ma senza figli.

Le motivazioni che spingono questi ragazzi ad abbandonare i comfort delle metropoli per infilarsi gli stivali sono principalmente quattro. Prima di tutto la possibilità di trovare lavoro più facilmente rispetto ad altri settori. In secondo luogo la possibilità di fare impresa con modalità diverse da quelle tradizionali. Poi il contatto con la natura ed infine la possibilità di innovaresenza tradire il valore della sostenibilità.

Questi “junior farmers” hanno le idee chiare su quali sono i plus dell’agricoltura italiana. Prima di tutto la valorizzazione del territorio, con le sue straordinarie varietà. In secondo luogo la consapevolezza che l’agricoltura è una eccellenza e una possibilità di sviluppo economico. Infine la possibilità di unire innovazione tecnologica e sviluppo sostenibile.

Tra i ragazzi c’è la convinzione che non ci si può improvvisare agricoltori. E infatti la maggior parte di chi si siede su un trattore ha un titolo di studio elevato. D’altra parte crescono le iscrizioni non solo nelle facoltà di scienze agrarie, forestali e alimentari (+2,9% sul 2011/2012), ma anche negli istituti tecnici in agraria, agroalimentare e agroindustria (+25% nell’ultimo triennio).

Un trend importante, ma che è solo agli inizi visto che i giovani sono alla guida di solo il 5% delle aziende agricole. L’obiettivo nel breve periodo è quello di arrivare alla media Ue, che si attesta all’8%. Mentre quello di lungo periodo deve essere il rinnovamento di un settore nel quale quasi il 40% delle aziende sono gestite da over 65.

I dati della ricerca confermano che il comparto soffre di una eccessiva frammentazione. L’80,7% delle aziende impiega meno di un’unità di lavoro, l’88,6% fattura meno di 50.000 euro l’anno, mentre il 96,7% è costituito daaziende individuali e il 97,5% è a conduzione diretta. La strada è ancora lunga per rivoluzionare un settore che in Italia conta 1,5 milioni di imprese.

L’innovazione non passa però solo dalle tecniche agrarie, ma anche dai modelli di business e dagli approcci alla terra. E’ infatti in forte aumento (+48,4%) il numero di aziende multifunzionali, quelle imprese cioè che si occupano anche di attività correlate a quella agricola (agriturismo, didattica, terzo settore, trasformazione delle materie prime). Trend positivo anche per le aziende che puntano su produzioni bio: nel triennio 2011-2013 la superficie biologica è passata dal 6,1% al 7,7% del totale.

 

Fonte: Agronotizie

read more
AgrifrattaAgricoltura, il futuro è dei giovani

Ismea, corre export vinicolo tricolore, boom delle bollicine

by Agrifratta on 22 novembre 2015 No comments

È sempre più a portata di mano il traguardo dei 5,5 miliardi di euro di fatturato all’estero delle cantine italiane. L’aggiornamento ad agosto dei dati dell’export vinicolo diffusi dall’Istat, indicano un incremento del 6% sul corrispondente periodo del 2014, portando gli introiti del settore a 3,39 miliardi di euro.

È quanto si evince dal trimestrale Ismea tendenze relativo al Vino.

Le elaborazioni Ismea confermano la battuta d’arresto dei flussi in volume determinato essenzialmente dai vini sfusi. Prosegue al contrario il boom della spumantistica, con un quantitativo poco al di sotto di 1,6 milioni di ettolitri (+16% su base annua) per un controvalore di 556 milioni di euro (+18%). A trainare il segmento, gli “altri spumanti Dop”, voce al cui interno è preponderante il Prosecco e che ha messo a segno un balzo in avanti di oltre il 30% sia a volume che a valore.

Sul fronte produttivo, prosegue il tendenziale di Ismea, le prime stime dell’OIV attestano la produzione mondiale 2015 a 276 milioni di ettolitri, il 2% in più sull’anno prima, con un quantitativo targato Ue di circa 170 milioni, in lieve crescita sul 2014. Tra i big in Europa, oltre al dato positivo dell’Italia (+12% come stimato da Ismea e Uiv), avanza, contrariamente alle attese di settembre, anche la Francia (+2%), mentre subisce un calo di un certo peso la produzione iberica (-8%), indicata a 37 milioni di ettolitri. Una situazione affatto omogenea emerge anche fuori dai confini comunitari. Gli Stati Uniti, nonostante i problemi di siccità sopportati durante l’estate, superano di poco i 22 milioni di ettolitri (+1%), mentre in Sudamerica la vendemmia 2015 ha ridotto notevolmente il gap tra Argentina e Cile; la prima, infatti, ha avuto una produzione di 13,4 milioni di ettolitri (-12%) a fronte dei 12,9 milioni di ettolitri cileni (+23%). Australia e Sud Africa, rispettivamente con 12 e 11,3 milioni di ettolitri, restano sugli stessi livelli del 2014, mentre è la Nuova Zelanda ad aver registrato una decisa battuta d’arresto (-27%) dopo un 2014 da record con 3,2 milioni di ettolitri.
Il 2015, sempre secondo stime Oiv, potrebbe essere anche l’anno della ripresa dei consumi mondiali di vino dopo la frenata del 2014.

Spostando di nuovo il campo di osservazione in Italia, si è osserva da ottobre un prima ripresa dei prezzi all’origine dei vini, dopo un avvio di campagna molto deludente. È ancora troppo presto per parlare di un’inversione di tendenza, sottolinea l’Ismea, ma la minore pressione competitiva del prodotto spagnolo – specie nel segmento dei vini comuni, da sempre il più esposto alle dinamiche internazionali – , potrebbe influire positivamente sull’andamento futuro dei listini nazionali.

Fonte: ISMEA

read more
AgrifrattaIsmea, corre export vinicolo tricolore, boom delle bollicine